sabato 22 luglio 2017

Presentazione

 Siamo Ruscelli

Sono farmacista di professione e nutrizionista; moglie  e mamma di Anastasia  e Saverio. In realtà mi definisco una farmacista di campagna perché figlia di contadini cresciuta tra distese di campi, mucche e tanti altri animali.
Inoltre ho svolto il mio lavoro quasi esclusivamente in piccoli centri, ben lontana da grandi industrie,  Ministeri e città caotiche. Tutto sommato la mia vita scorre in un mondo semplice anche se essa non lo è affatto.
Sono cresciuta con una mamma piena di energia , che aveva una stanza tutta sua piena di stoffe, fili, modelli, riviste ....  Lì trovavo sempre una macchina da cucire aperta, un ferro da stiro pronto, la macchina per la maglieria. ... insomma un vero e proprio laboratorio. 
Quello era il suo rifugio, il posto in cui il suo Spirito poteva essere totalmente libero nonostante tutti i pensieri che noi sette figli le portavamo ogni giorno.
In quella stanza creava, sognava, piangeva,cantava e recitava poesie. Lei mi ha trasmesso la sua,anzi, le sue passioni. 
Sono così forti e radicate che vengono fuori da sole, sorprendendomi. 
Anch'io vorrei una Veranda tutta mia dove ritrovarmi.
Così rileggendo la poesia" il Ruscello" ,che mia madre sapeva a memoria,  ho capito che ciascuno di noi non può fermarsi davanti ad un forte richiamo: dobbiamo ascoltare il nostro cuore e           "correre dove il mio dover mi vuole".

C’era una volta un giovane ruscello
color di perla, che alla vecchia valle
tra molli giunchi e pratoline gialle,
correva snello;
e c’era un bimbo che gli tendea le mani
dicendo: “A che tutto cotesto foco?
Posa un po’ qui: si gioca un caro gioco
se tu rimani.
Se tu rimani, o movi adagio i passi,
un lago nasce e nell’argento fresco
della bell’acqua io, con le mani, pesco
gemme di sassi.
Fermati dunque, non fuggir così!
L’uccello che cinguetta ora sul ramo
ancor cinguetterà, se noi giochiamo
taciti qui”.
Rise il ruscello e tremolò commosso
al cenno delle amiche mani tese;
e con un tono di voce cortese
disse: “Non posso!
Vorrei: non posso! il cuor mi vola: ho fretta.
A mezzo il piano, a leghe di cammino,
la sollecita ruota del mulino
c’è che mi aspetta;
e c’è la vispa e provvida massaia
che risciacquar la nuova tela deve
e sciorinarla sì che al sole neve
candida paia;
e v’è il gregge, che a sera porge il muso
avido a bere di quest’onda chiara,
e gode s’io lo sazio, poi ripara
contento al chiuso.
Lasciami dunque” terminò il ruscello
“correre dove il mio dover mi vuole”.
E giù pel piano, luccicando al sole,
disparve snello.

(Di Angelo Silvio Novaro)

7 commenti:

  1. Complimenti! Davvero bellissimi lavori! ������

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    1. Grazie mille Ludovica per il tuo interesse!

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  2. Ciao, ho visto i tuoi lavori sulla community "Semplicemente Fatto a Mano". Complimentissimi!!!!
    Maris

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    1. Grazie mille, è una soddisfazione per me ricevere questi apprezzamenti!

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